La sostenibilità ambientale è un concetto che mette in relazione il consumo delle risorse rinnovabili utilizzate dalla specie umana per soddisfare le proprie esigenze materiali, con la capacità della fotosintesi clorofilliana di rigenerarle utilizzando l’energia luminosa che il sole invia sulla terra per sintetizzare acqua e anidride carbonica in uno zucchero semplice: il glucosio. Successivamente il glucosio attiva una serie di processi biochimici con altri elementi (azoto, potassio, calcio, fosforo ecc.) per sintetizzare tutte le sostanze di cui la vegetazione ha bisogno per nutrirsi – amminoacidi, proteine, grassi, vitamine – e di cui hanno bisogno per nutrirsi tutti gli altri viventi, che le assumono attraverso le catene alimentari.

Il prodotto di scarto della fotosintesi è l’ossigeno, che tutti i viventi assorbono con l’inspirazione e riemettono sotto forma di anidride carbonica con l’espirazione. All’anidride carbonica emessa dai viventi si aggiunge quella prodotta dalla combustione del legno e, negli ultimi 3 secoli, dalla combustione di quantità crescenti di fonti fossili. Le potenzialità della fotosintesi clorofilliana dipendono dalla massa dei vegetali, che negli ultimi 3 secoli è stata dimezzata dall’abbattimento di circa 3 mila miliardi di alberi, e dalla biodiversità, anch’essa drasticamente ridotta dall’intervento umano.

La riduzione della biodiversità accresce l’insostenibilità ambientale, soprattutto perché impoverisce le reti di interconnessione tra i viventi, riduce l’efficienza di molti cicli biogeochimici e diminuisce la resilienza dei sistemi viventi. La perdita di biodiversità è l’elemento più dirompente nel compromettere il funzionamento della biosfera.

La specie umana rimane nei limiti della sostenibilità ambientale se

  • non consuma più risorse rinnovabili di quelle che vengono rigenerate annualmente dalla fotosintesi clorofilliana e dai processi biochimici che attiva,
  • non genera con le sue attività una quantità di emissioni di anidride carbonica superiore a quella che la fotosintesi riesce a sintetizzare,
  • non riduce la biodiversità, come sta avvenendo a causa del cambiamento climatico, dell’inquinamento, delle monocolture intensive, del disboscamento, dell’urbanizzazione, dello sfruttamento diretto con la caccia e la pesca.

Dagli anni Ottanta del secolo scorso la specie umana consuma più risorse rinnovabili di quelle rigenerate annualmente dalla fotosintesi. Da allora il divario è progressivamente aumentato. Nel 2019 le ha esaurite il 29 luglio.

Dalla seconda metà dell’Ottocento, con la combustione delle fonti fossili le emissioni di anidride carbonica hanno cominciato a superare quelle sintetizzate dalla vegetazione con la fotosintesi clorofilliana. Le quantità eccedenti si sono accumulate nell’atmosfera.

Per 8.000 secoli la loro concentrazione nel miscuglio di gas che compongono l’aria ha oscillato tra le 170 e le 270 parti per milione. Tanta ne veniva emessa dall’espirazione di tutti i viventi e altrettanta ne veniva assorbita dalla fotosintesi clorofilliana. Tanta ne veniva stoccata dagli alberi nella lignina e altrettanta ne veniva emessa dalla combustione del legno.

Analogamente tanto ossigeno veniva emesso dalla fotosintesi e altrettanto ne veniva inspirato dai viventi.

L’anidride carbonica, oltre a intervenire nella fotosintesi, trattiene nell’atmosfera una parte della radiazione infrarossa che il sole invia sulla terra e la terra rimbalza verso lo spazio. Quella piccola percentuale di CO2 nell’aria è stata sufficiente per consentire che la temperatura media del pianeta fosse di 15 °C, invece di -18 °C.

In due secoli e mezzo la concentrazione di anidride carbonica nell’aria è aumentata da 270 a 417,9 parti per milione, innescando l’innalzamento più rapido della temperatura terrestre che si sia mai verificato: rispetto all’epoca pre-industriale la temperatura media della terra è aumentata di 1,1 °C.

Siamo molto vicini al limite di 1,5 °C, che nel 2015 alla Cop 21 di Parigi è stata considerata la soglia oltre la quale, con un margine di +0,5 °C, si innescano dei feed back che fanno aumentare le emissioni di CO2 in maniera irreversibile.

La biodiversità si sta riducendo drammaticamente. Secondo una relazione Onu pubblicata nel 2019 si è già estinto un milione di specie su un totale stimato di 8 milioni, molte delle quali rischiano di scomparire nei prossimi decenni. Alcuni scienziati ritengono che sia in corso la sesta estinzione di massa nella storia del pianeta Terra. Le precedenti estinzioni di massa hanno eliminato tra il 60 e il 95 per cento di tutte le specie viventi. Servono milioni di anni affinché gli ecosistemi guariscano da eventi di simile portata.

L’umanità ha superato i limiti della sostenibilità ambientale. Per rientrare in quei limiti occorre:

  • ridurre le emissioni di anidride carbonica generate dalla produzione e dal consumo di merci;
  • ridurre la quantità delle risorse rinnovabili consumate annualmente dall’umanità;
  • ridurre i processi che impoveriscono la biodiversità;
  • smettere di produrre sostanze di sintesi che non possano essere metabolizzate dai cicli biochimici;
  • potenziare la fotosintesi clorofilliana, ricostituendo boschi e foreste in una misura che, per essere efficace, non può essere inferiore a mille miliardi di alberi;
  • aumentare la sostanza organica nei terreni.

La diminuzione delle emissioni di anidride carbonica si può ottenere:

  • sostituendo le fonti energetiche fossili con fonti rinnovabili;
  • aumentando l’efficienza con cui si utilizza l’energia in modo di consumarne di meno a parità di servizi energetici;
  • riducendo drasticamente gli allevamenti industriali per ridurre il metano emesso dalle fermentazioni enteriche dei ruminanti.

La riduzione dei consumi di risorse naturali si può ottenere:

  • riducendo gli sprechi;
  • producendo oggetti che durano di più e sono riparabili;
  • recuperando e riutilizzando i materiali contenuti negli oggetti dismessi;
  • ridimensionando il valore dell’innovazione perché induce ad accelerare i processi di sostituzione degli oggetti;
  • riducendo la mercificazione con lo sviluppo dell’autoproduzione e degli scambi fondati sul dono reciproco del tempo;
  • valorizzando le relazioni umane fondate sulla solidarietà.

Se la specie umana non ricondurrà i suoi consumi e le emissioni di anidride carbonica nei limiti della sostenibilità ambientale, si modificheranno irreversibilmente gli equilibri bio-geo-chimici che le hanno consentito di svilupparsi e correrà il rischio di estinguersi.

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