Il 3 luglio 2021 entra ufficialmente in vigore la direttiva europea 904, la cosiddetta Sup (Single-use plastic products): tutti gli Stati membri dovranno garantire che determinati prodotti in plastica monouso (cotton-fioc, posate, piatti, cannucce, palette, bastoncini per palloncini realizzati in plastica, nonché alcuni contenitori alimentari in polistirolo espanso) non saranno più immessi (e quindi venduti e/o utilizzati) sul mercato comunitario.

Qualche Amministrazione più illuminata ha da tempo avviato campagne di sensibilizzazione e adottato misure per preservare la dispersione dei rifiuti nell’ambiente. Altre invece, considerato l'immobilismo, stanno aspettando l’entrata ufficiale della direttiva per mettersi in pari.

Il punto è che non c’è più tempo: tutte le plastiche e le bioplastiche resistono per millenni e si degradano lentamente diventando microplastiche inquinando i terreni e le acque e, quindi, il nostro cibo. Intere “isole di plastica” popolano ormai indisturbate i nostri mari, ingrandendosi (non ne sai niente? Leggi cosa sta accadendo nel Mediterraneo - marine litter).

Le bioplastiche addirittura rischiano di soppiantare i suoli agricoli coltivabili per l'alimentazione umana.

Nessuno avrebbe mai immaginato che proprio quel materiale (la plastica) che negli anni ’60 rivoluzionò le nostre abitudini diventando materia per oggetti usa e getta, si sarebbe rivelato, a distanza di soli cinquant'anni, una delle principali minacce della sopravvivenza dell'intero pianeta Terra contribuendo ad aumentare la quantità di rifiuti prodotti pro-capite e la sua dispersione nell’ambiente. Oggi la plastica e le microplastiche in generale, rappresentano il 50% dei rifiuti marini.

Dobbiamo invertire la rotta e subito. Noi di SEquS abbiamo stilato una serie di azioni buone di cui le Amministratori dovrebbero farsi garanti. Non basta infatti proibire, occorre anche costruire una consapevolezza collettiva e accompagnare le direttive attraverso azioni di sensibilizzazione e transizione.

Il primo passo è sempre quello più importante e spetta a noi, singoli cittadini. Dobbiamo sentirci responsabili nei confronti del pianeta, l’unico che abbiamo. Dobbiamo uscire dalle nostre case e cominciare a pretendere dai nostri politici che alcune cose vengano fatte, e vengano fatte in un determinato modo e in un determinato periodo di tempo. Solo così potremo auspicare di fare quella “transizione ideologica” (cit. Marco Dalla Gassa) necessaria per approdare a un nuovo possibile futuro in cui c’è posto anche per la nostra specie.

AZIONI PER LE AMMINISTRAZIONI

1. Dare l'esempio

Le Amministrazioni Comunali prima ancora di avventurarsi in ordinanze restrittive e divieti, dovrebbero cominciare con il dare l’esempio e quindi sostituire l’acqua in bottiglia con l’acqua in caraffa nelle sedute del Consiglio Comunale, sostituire i bicchieri di plastica con quelli di carta o di vetro nelle macchinette erogatrici. Detto questo, andiamo a dare un’occhiata ad altre possibili azioni.

2. Educare

  • Prevedere degli eventi educativi periodici sul tema ambiente che coinvolgano tutti gli attori sociali, anche i politici stessi (che dovrebbero esserne i promotori)
  • Realizzare negli edifici scolastici delle ecomense con l’obiettivo di creare consapevolezza e attenzione verso il tema “cultura del rispetto dell’ambiente”. Il cibo è un importante fattore educativo.
  • È una questione di abitudine: andare a fare la spesa portando con sé borse in stoffa/carta/etc, riutilizzabili infinite volte (e comunque compatibili con l’ambiente)

3. Fare

  • Ridurre l’uso di prodotti “usa e getta” in tutte le iniziative patrocinate dall’Amministrazione Comunale
  • Distribuire a tutti i ragazzi delle scuole comunali un contenitore per l’acqua in materiale ecompatibile
  • Prevedere delle azioni per impedire agli esercenti del territorio di utilizzare sacchetti per la spesa monouso in materiale non compostabile (attenzione: compostabile è diverso da biodegradabile) e favorire l'utilizzo di Posate, Piatti, Bicchieri, Cannucce, Sacchetti monouso, Palloncini e simili, in materiale lginocellulosico, carta/cartoncino e/o compostabile

4. Incentivare

  • Eliminare sul territorio comunale la vendita di oggetti monouso in plastica e bioplastica comprese le acque in bottiglia favorendo, pubblicizzando e incentivando l’uso dell’acqua di rubinetto installando anche distributori pubblici, le famose “casette dell’acqua del Sindaco”. Ovviamente, neanche a dirlo, l’acqua dovrà essere controllata con periodiche analisi per garantirne la qualità;
  • Incentivare la nascita di punti vendita (o corner per le attività già esistenti) di prodotti sfusi, privi di imballaggio

Nessuna altra Economia è possibile se non rispetterà l'Ambiente e il Territorio in cui si sviluppa.

Se queste azioni da domani diventassero realtà, come cambierebbe il nostro “vivere il pianeta”?

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