Tristezza e rabbia aleggiano su Tivoli questa mattina, insieme ai residui di foschia che diradandosi mostrano l'atroce spettacolo: nella notte Tivoli ha perso il suo polmone.

Incontrandoci, la prima amarissima domanda che salta fuori è: <<Esiste un'altra specie al mondo che distrugge il suo stesso habitat?>>

Questa mattina ci sembra più difficile del solito riuscire ad accettare la portata distruttiva dell'azione dell'uomo, della sua assoluta insensatezza.

Temperature altissime, scarsità d’acqua, piromania, incuria, interessi economici sono le principali cause, che oggi non smettiamo di elencarci a vicenda, di questi incendi estivi. La crisi climatica e l'assenza di politiche di prevenzione e contenimento degli incendi hanno appena raso al suolo un pezzo della Riserva di Monte Catillo distruggendo la vegetazione e uccidendo animali, privandoci di quella porzione di ossigeno fondamentale per la nostra sopravvivenza, immettendo altra anidride carbonica nell'atmosfera.

Non vogliamo sbilanciarci puntando il dito ma ci sembra un dato di fatto che la politica supportata dalle nuove tecnologie potrebbe fare tanto in termini di prevenzione e contenimento (due termini molto consumati in questo momento sul fronte sanitario) degli incendi: si potrebbe fare tanto, dunque, ma non si fa.

Ieri, mentre vedevamo ardere le fiamme, ci chiedevamo dove fossero le politiche di prevenzione e contenimento del Governo tanto avvezzo alla resilienza. A darci qualche spiegazione dell’attuale situazione di inefficienza del nostro apparato amministrativo è il Professor Paolo Maddalena, Vice Presidente Emerito della Corte Costituzionale e Presidente dell’associazione “Attuare la Costituzione” che in un articolo di qualche giorno fa traccia il quadro preciso della situazione e ci spiega molte cose:

  • il governo Renzi nel 2017 ha soppresso il Corpo forestale dello Stato, trasferendo ai vigili del fuoco l’onere dello spegnimento degli incendi e non anche la prevenzione;
  • la gestione della flotta di canadair appartenente allo Stato italiano è stata assegnata a società private poiché i vigili del fuoco non dispongono di piloti;
  • affidare questa funzione a privati potrebbe generare situazioni poco trasparenti;
  • i disastri ambientali (riforma della giustizia Cartabia) sono divenuti non più perseguibili.

A tutto questo si aggiunge l’amara considerazione della sproporzione esistente tra la spesa per i 90 arei F-35 (105 milioni l’uno per un totale di 90 aerei con una spesa complessiva di 14 miliardi di euro) contro i 19 canadair a 37 milioni di euro l’uno.

Che i boschi brucino soprattutto d’estate non è una novità. Che ci siano politiche in grado di prevenire/contenere gli incendi, è veramente difficile affermarlo. Sicuramente, e su questo noi di Sequs abbiamo le idee chiare, più che rafforzare la resilienza degli ecosistemi dobbiamo ridurre la violenza degli urti che possono subire e per farlo è necessario rivedere il nostro modello economico e, quindi, le nostre azioni politiche e individuali. Occorre finalizzare tutto alla tutela e salvaguardia dell’ambiente, alla capacità della biosfera di rigenerarsi senza urti. A oggi non abbiamo visto nessuna azione che vada in questo senso, ma solo e soltanto azioni orientate allo sviluppo economico senza limiti. 

Tutto questo non è più sostenibile

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