Strike per Bezos che in un colpo solo, il suo volo suborbitale di dieci minuti e le dichiarazioni rilasciate a seguito dello stesso, abbatte tutti e tre i temi fondanti di Sequs: sostenibilità, equità e solidarietà. A bordo della New Shepard, il razzo costruito dalla compagnia spaziale Blue Origin di proprietà dello stesso Jeff Bezos, il 20 luglio l'uomo più ricco del mondo ha effettuato il suo primo volo suborbitale della durata di dieci minuti, portando con sè il fratello Mark, Wally Funk (pilota 82enne) e Oliver Daemen (18enne, primo turista spaziale).

All'atterraggio il fondatore di Amazon con indosso un cappello da cowboy è uscito per primo dal portello per festeggiare l'impresa stappando lo champagne. Nella conferenza stampa dopo il volo Bezos ha dichiarato di aver vissuto il suo miglior giorno in assoluto; che le sue grandi aspettative sono state addirittura superate e che è stato colpito soprattutto dalla piacevolezza dell'assenza di gravità e dalla bellezza e fragilità della Terra vista dalla prospettiva del volo. Infine i ringraziamenti:

"I want to thank every Amazon employee and every Amazon customer because you guys paid for all of this" ("Voglio ringraziare ogni impiegato di Amazon e ogni cliente di Amazon perchè voi, ragazzi, avete pagato per tutto questo", ndr).

Per Bezos, strenuo sostenitore dei grandi obiettivi che si raggiungono a piccoli ma implacabili passi (diverse testate hanno riportato il motto latino della compagnia Blue Origin: 'gradatim ferociter' ovvero, appunto, passo dopo passo ma implacabilmente), questo volo rappresenta l'inizio di una nuova era. Che parli dell'apertura ufficiale di un mercato di viaggi spaziali (un mercato ovviamente non per comuni mortali ma per turisti dotati di grandi, grandissime disponibilità di denaro) o della possibilità per le compagnie in competizione (vedere alla voce Richard Branson, fondatore di Virgin Group e proprietario della compagnia spaziale Virgin Galactic) di accedere a vantaggiosi contratti con NASA e Pentagono per la fornitura di servizi e tecnologie, sembrerebbe comunque consapevole dei costi dell'impresa e di chi alla fine ne debba pagare il conto.

Eloise Marais, docente di geografia fisica nel Regno Unito, su The Conversation (come riportato sul numero di Internazionale dedicato ai Viaggi, grazie al quale una notizia che poteva attraversarci la coscienza come un razzo e sparire all'orizzonte ha acquisito invece interessanti significati dal punto di vista economico sociale e anche politico, almeno per noi di Sequs) afferma che

"i razzi usati per questi voli emettono cento volte più CO₂ per passeggero degli aerei normali".

Dunque il conto della nuova, ipotetica era di Bezos non si esprime solo in denaro ma in unità di misura molto più importanti e impattanti per il e sul futuro dell'umanità.

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